Il cancelliere e la ballerina

Sesso & Potere 1

Tutto comincia con un attentato inspiegabile. Qualcuno, alla Conferenza sulla Fame nel Mondo, droga il cibo di tutti gli invitati. Capi di stato, ministri, ambasciatori, giornalisti, impiegati… e Hanna Faye, ex- étoile, ora ambasciatrice di buona volontà. Mentre il mondo le vortica attorno in un caleidoscopio di colori, Hanna finisce a letto con il primo ministro della sua patria natale, le Svetlands. È l’inizio di una relazione improbabile, sotto agli occhi dell’opinione pubblica, molto fisica e poco romantica. E la politica inizia presto a chiedere il suo tributo.
Hanna scoprirà che cosa si annida nel cuore di una nazione e di chi la governa: un mondo gretto e carnale, attraversato da improbabili sfumature di sensibilità.

«Vent’anni di politica allenano all’autocontrollo. Se tu quella sera fossi stata perfettamente lucida, sarei riuscito a scappare, credo».
«Saresti riuscito a scappare prima di mettermi una mano sulla coscia?» chiese lei, abbastanza incredula.
Lui le mise una mano sulla coscia in quel momento, sotto alla tovaglia. Risalì lentamente tra le sue gambe, accarezzandola al di sopra degli slip.
«Sì, penso di sì. Non so come me la sarei cavata, dopo. Per fortuna eri bagnata e desiderosa di salire in camera con me».
Hanna fece una piccola smorfia. «Credo di esserlo anche ora».
«Anch’io» sorrise lui. Le scostò gli slip e le infilò due dita dentro. «Ma, vedi, siamo in un luogo pubblico. Non ti rovescerò sul tavolo, anche se vorrei. Invece, ti farò scegliere: continuo o chiediamo il conto?».
Lei si mordicchiò un labbro. «Quanto è veloce, quella macchina?».
Negli occhi dell’altro passò un lampo divertito. «Quella macchina non supera mai i limiti di velocità».
«Allora continua» concluse lei.

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Classificazione: 4 su 5.

Oscuri abissi di desiderio

L’East End di Londra è ancora stretto nell’incubo di Jack lo Squartatore, ma non è l’unico pericolo da cui una giovane donna debba guardarsi. Elisabeth Currant è cresciuta in una famiglia della media borghesia, ma la morte del padre e i conseguenti problemi economici hanno finito per portarla in una delle terribili strutture per indigenti di Whitechapel. È fuggendo da una situazione disperata che si imbatte in sir Louis Roswell Spencer, che la salva dall’incubo in cambio del suo aiuto. Sta indagando nella morte di una donna uccisa dell’East End da una mano diversa da quella dello Squartatore… una giovane di ottima famiglia, trovata strangolata e vestita come una prostituta. Quale oscuro intreccio di desiderio e follia ha condotto alla sua uccisione? E come potrà Elisabeth sottrarsi al proprio desiderio, che la sta spingendo inesorabilmente tra le braccia di un uomo di una classe sociale diversissima dalla sua e per di più sposato?

Annuii e cercai di guardarlo in faccia, ma l’interno della carrozza era troppo buio. Fu l’alcool a rendermi avventata a sufficienza da chiedere: «Era la sua amante?».
Sir Louis scosse la testa, ma non ne sembrò turbato. «No, no. La conoscevo da troppo tempo». Si sporse su di me e mi baciò.Il cuore iniziò a battermi nel petto come un tamburo. Sir Louis mi aveva presa alla sprovvista, ma ora che sentivo le sue labbra sulle mie… mi sembrava di morire, da quanto era bella la sensazione.
Lui mi accarezzò una guancia e continuò a baciarmi. Il tempo sembrò accelerare. Avrei voluto che quel viaggio in carrozza continuasse per anni e anni, per poter restare tra le sue braccia, con la sua bocca premuta sulla mia. A un certo punto oltre alle sue labbra sentii anche la sua lingua.Trovai la cosa incredibilmente eccitante. Mi sentivo sempre più intontita e disinibita e avrei voluto che quello che stava succedendo continuasse in eterno.

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Classificazione: 4 su 5.

L’amante sintetico

Haim è il primo androide mai costruito. Esteriormente è uguale a un essere umano e, rispetto ai robot, prova emozioni. È l’essere sintetico più evoluto del mondo, la vetta più alta della tecnologia, il primo rappresentante di una nuova specie. Lo scienziato che l’ha progettato, Eleonore Crais, è un genio nel suo campo. Ha inventato i robot moderni e la CraisRobots fattura miliardi ogni anno. Ma è anche una donna sola, che tiene gli altri a distanza da quando il suo compagno è morto. Non vuole più una relazione con un uomo. Ma Haim non è un uomo, non proprio…

«Si stenda. Lasci che la rilassi. In fondo sono il suo androide, no? Devo occuparmi del suo benessere».
Crais rimase un istante in silenzio, incerta. Doveva utilizzare un suo prodotto? Fino a quel momento l’aveva solo testato.
Poi fece come suggeriva. In fondo utilizzarlo era un suo diritto.
Sentì le mani calde di Haim sulle proprie spalle, che le scioglievano il groviglio che aveva al posto dei muscoli del collo e della schiena. Lui le sfilò molto delicatamente la camicia, massaggiandola in modo assolutamente divino.
Sentì i propri muscoli che si rilassavano, gli occhi che le si chiudevano e il suo corpo che le rimandava piccoli brividi di piacere.
«Continuo?» le mormorò Haim. «Questa volta sarà soddisfacente».
Crais si stiracchiò sul divano e rispose: «Sì… grazie».
Haim le slacciò il reggiseno e lo mise da parte. La accarezzò sui seni e sui fianchi, calmo, perfettamente consapevole di quello che faceva.
Si stese accanto a lei, la baciò sulle spalle, sulle braccia, sul petto. Le accarezzò i capezzoli con la lingua e scese. Le sfilò pantaloni e slip, se la tirò delicatamente sopra e continuò ad accarezzarla. Piano, ipnotico, ovunque.
Dopo un po’ Crais smise di stupirsi di come fosse bravo, di come conoscesse ogni suo punto sensibile e di “valutare” la sua performance.

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Classificazione: 3.5 su 5.

La ninfa

Il Figlio del Buio, Ardan, è stato confinato sottoterra per centocinquant’anni, imprigionato in un sarcofago dai suoi nemici, che erano… be’, i buoni. È stato intrappolato per proteggere il mondo dalla sua sete di potere, dalla devastante forza della sua magia e dalla sua crudeltà. Ma centocinquant’anni (153, per la precisione) sono un periodo molto lungo, specie se non puoi fare altro che riflettere su ciò che è stato. Nonostante questo, quando Ardan viene liberato da un mago nero, le cose vanno come tutti si aspettano: grazie alle sue oscure arti riconquista le terre che gli sono state sottratte e sembra che il suo dominio si espanderà fino agli angoli del mondo. Ma c’è qualcosa che può fermarlo. Non un esercito di maghi bianchi, non un avversario più forte di lui e neppure gli déi… ma la ninfa che doveva essere sacrificata al suo risveglio. Lili non è stata uccisa, e potrebbe essere l’unica persona in grado di far scoprire al Figlio del Buio che cosa sia l’umanità.

Ardan entrò nella stanza da bagno in cui era lei, con i lunghi capelli ancora umidi e un telo nero drappeggiato attorno al corpo.
«Hai finito?» le chiese.
«Sì, mio signore» rispose Lili e fece per uscire dalla vasca.
Ardan la sollevò direttamente dall’acqua. Lili non fece resistenza. Lo guardò, mentre lui la guardava a sua volta.
Il Figlio del Buio la portò fino alla sua stanza. La posò sul suo letto, lasciando che i capelli fradici di lei inzuppassero le coperte. Lili rimase ferma, senza dimostrare paura, mentre lui tornava a guardarla.
Ardan si chinò su di lei. Le posò l’orecchio sulla pancia, come se volesse ascoltare, poi ci appoggiò la fronte. Lili sentiva la punta del suo naso sotto l’ombelico e il suo respiro poco più in basso.
«Sì, percepisco la scintilla» mormorò lui.
La sua bocca toccò la pelle di lei. Lili chiuse gli occhi e aprì le cosce.
«Decisa a essere Sacrificio fino in fondo» mormorò lui, vagamente sarcastico. La sua bocca, mentre parlava, disegnò una forma sulla pelle di lei. «E sento la tua malìa, non temere. Quando hai paura sei più umana… ma d’altronde, vale per noi tutti».
Lili sentì le sue labbra che scendevano verso il basso. La sua lingua scivolò nel suo intimo, assaggiandola. Lili provò l’impulso di chiudere le cosce, ma non lo fece. Lasciò che lui la leccasse e sentì un brivido di paura, di eccitazione e persino di piacere, quando la lingua di Artan la sfiorò sulla piccola cuspide sensibile sopra il suo sesso.
«Un sapore che non sentivo da molto tempo» commentò lui, risollevandosi. Lili rimase ferma, ma sapeva che Artan non si sarebbe spinto oltre. Per il momento.

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Classificazione: 4 su 5.

Nell’ombra

Che cosa succede se un’assassina decide di graziare una delle sue vittime e di scomparire? È molto semplice: un altro assassino viene spedito sulle sue tracce per risolvere la “questione”. China sa anche chi è l’assassino che il suo capo le ha messo alle costole. Nikandr Vassilkov è il più bravo della scuderia. Hanno lavorato insieme, tempo prima, ed è come lo descrivono: freddo, spietato, impeccabile. Le armi di China sono sempre state delle altre: il suo fascino naturale e la capacità di farti perdere la testa con una sola occhiata. Sembra che con Nikandr non possano funzionare, ma un imprevisto cambia tutto… e lei e lo spietato killer si troveranno a fare fronte comune contro un avversario ben più letale di entrambi, mentre la tensione sessuale tra loro diventerà il nemico più pericoloso…

Nikandr chiuse gli occhi, gemendo sottovoce. Si mosse leggermente, come a chiederle di accelerare. China lo fece.
Il primo schizzo fu lungo, un lungo arco di gocce traslucide, mentre Nikandr gemeva e veniva scosso da un brivido. Poi un secondo schizzo, più breve, un terzo, ancora più breve, e un quarto, che le atterrò sulla mano. Lo accarezzò. Nikandr ormai era steso su un fianco e respirava sempre più lentamente.
China gli sollevò il maglione per guardarlo. «Sei bello» sorrise.
Nikandr socchiuse appena gli occhi. Poi sbadigliò. «Al massimo sono stanco» disse. Sbadigliò di nuovo. «Ma ora mi alzo, eh. I sonnellini post-coito hanno ucciso più gente della malaria».
Lei sorrise. «Hai le statistiche?».
«Non mi servono le cazzo di statistiche» borbottò lui. «Mi basta ricordarmi quanti ne ho fatti fuori io con il pisello ancora umido».

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Classificazione: 3.5 su 5.

Ferite

Dopo la morte del padre, Deane vive nella casa di famiglia con l’unica compagnia dell’anziana domestica, mandando avanti l’allevamento di cavalli di famiglia. Ma durante una bufera di neve, nelle stalle trova un uomo riverso e ferito. È Irial O’Donnell, duca di Clanaghal, signore delle loro terre, abile stregone. Deane lo soccorre e lo cura, senza sapere che questo cambierà per sempre la sua vita. O’Donnell è stato tradito e quasi ucciso e ora i suoi nemici lo cercano per eliminarlo per sempre. Deane lo nasconde e presto diventa evidente che O’Donnell prova qualcosa per lei: un’attrazione forse inappropriata, che rischia di ferire entrambi più di quanto abbiano messo in conto. E neppure tutta la magia del mondo potrà rimettere le cose a posto, dopo…

O’Donnell voltò la testa dalla sua parte. La guardò con lo sguardo velato dalla febbre, ma non disse nulla. Invece, le posò una mano sulla pancia.
Deane sapeva che non era appropriato, ma le piaceva troppo per mettersi a protestare. Lui la accarezzò gentilmente, continuando a guardarla con gli occhi socchiusi. Sentiva il suo fiato sul viso, fresco. La mano di lui scese. Iniziò a tirarle su la gonna.
«Che cosa…» sussurrò. Ma non voleva che si fermasse. Voleva stringersi a lui e voleva che continuasse a toccarla.
«Niente di irreparabile» rispose lui. Ormai le aveva sollevato del tutto la gonna e la sua mano si stava infilando dentro alle alte mutande di lana di lei.
Deane deglutì disperatamente, emettendo un suono confuso.
Lui la accarezzò tra le gambe, tra i riccioli bagnati della sua parte più intima. La accarezzò piano e Deane sentì un piacere nuovo, inspiegabile, bruciante. Aprì le cosce per permettergli di raggiungerla meglio. Chiuse gli occhi e sospirò. Era così… bello.
Sentì le sue dita che la accarezzavano, la titillavano, premevano sull’esterno del suo sesso fino a farle emettere un suono simile a un lamento.
Quando sprofondarono nell’apertura bagnata e sensibile tra le sue gambe, Deane riaprì gli occhi per guardarlo.
«Come supponevo… sei bella, quando godi» mormorò lui.

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Classificazione: 3 su 5.

Nel vortice

Quando una sua vecchia amica trascina Amanda Keel al concerto londinese dei Serial Vortex Amanda la segue senza entusiasmo. Il gruppo sembra uno dei soliti gruppi rock: cinque ragazzi texani, bellissimi (a parte il batterista) e pieni di sé. Quando la sua amica si intrufola nel backstage e riesce a farsi notare dal chitarrista, Amanda resta in corridoio a farle da palo. Ed è in quel corridoio che conosce Dorian Gray, il cantante del gruppo, la sua malinconia e la sua ironia. Amanda e la sua amica seguiranno i Vortex sul tour bus che li sta portando a Newcastle in due giorni di puro rock. Sembra che tutto finisca lì: Dorian torna negli States, destinato a diventare una rockstar, e Amanda continua la sua vita, ma… ormai è caduta nel vortice, anche se non ne è consapevole.

«Posso baciarti?» chiese, di punto in bianco.
Mi misi a ridere. «Da dov’è che vieni, tu?».
Lui sbuffò. «Abilene, Texas. Dalle mie parti lo chiediamo, prima di farlo».
Subito dopo, però, dimostrò che stava mentendo. Si sporse verso di me, sopra alle nostre mani intrecciate e mi trovai le sue labbra sulla bocca. Labbra morbide e un po’ secche. Un’ombra di barba sul mento, pungente.
Ora, forse l’ho già detto, ma era bello da far schifo. Era gentile e tranquillo e in fondo l’idea di farci un giro non mi dispiaceva in modo particolare. Risposi al suo bacio, rendendolo un po’ più profondo. Gli appoggiai una mano sul fianco, sotto alle lenzuola, e ci ritrovammo l’uno contro l’altra.Continuammo a limonare per un pezzo, in quella cuccetta, sul tour bus, limitandoci a stare appiccicati e a sfiorarci al di sopra delle rispettive t-shirt.
«Quindi alla fine è vera, quella cosa delle groupie» sorrisi, in un momento di pausa.
Lui mi baciò di nuovo. «Come groupie non sei un granché. Non sapevi nemmeno chi fossimo, prima di stasera».
«Hai capito» dissi.
La sua mano, sul mio fianco, iniziò a tirarmi lentamente su la maglietta.
«Volendo, sì. Più che altro il nostro campione è Dave, ma non dirò di essermi sempre tirato indietro».
Ero eccitata, ma non ero completamente sveglia, se capite quello che intendo. Era un po’ come un sogno molto realistico, anche se sapevo che non stavo sognando. Forse era solo così naturale che non sembrava per niente strano essere lì, sopra quel tizio che conoscevo a stento, e sapere benissimo che stavo per farci del sesso.

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Classificazione: 4 su 5.

Fiori rossi per Belle

Colt è uno psicopatico, un assassino sanguinario e un commerciante di morte, al punto da essere stato definito il “male assoluto” dall’ultimo agente federale che ha provato a catturarlo, senza successo. Adesso tocca a Belle White cercare di incastrarlo e sa che si tratta della missione più pericolosa della sua vita. Pericolosa perché Colt potrebbe scoprirla e ucciderla… oppure pericolosa per il motivo esattamente opposto. Inoltre, una volta entrata nel mondo spietato e seducente del killer, Belle riuscirà a uscirne? Si troverò invischiata in una relazione disturbante e pericolosa, ad alto tasso di adrenalina e seduzione. Perché anche il male assoluto ha una sua terribile attrattiva, come Belle scoprirà presto.

«Mi fai paura. Cioè… non sono mica scema, mi fai una paura fottuta».
«Ti ho detto che non ti ammazzo».
«Non è per quello».
«Vieni qua» concluse Colt.
Belle si sdraiò su di lui e lui la circondò con le braccia. Belle era convinta che sentisse il suo cuore battere all’impazzata sotto al maglione e il suo respiro troppo veloce.
Colt le accarezzò la schiena prima sopra poi sotto al maglione.
«Shh…» le sussurrò. «Ti verrà un infarto».
Belle emise una risatina nervosa. Lui sorrise.
«Dunque… c’erano una volta una lepre e una tartaruga…» mormorò, facendo camminare le dita sulla sua schiena. «…La lepre prendeva sempre in giro la tartaruga…». Le slacciò il reggiseno. «…Perché era leeenta…». Si voltò e aspettò finchè lei non fu sdraiata su un fianco vicino a lui.
«Un bel giorno la tartaruga si stancò…». Le sfilò il maglione.
«E disse: forse sarò lenta, ma scommetto che se facciamo una gara io arriverò prima di te…».
Le slacciò i pantaloni e le sfilò anche quelli.
«La lepre rispose: non è possibile, come pensi di fare?».
La accarezzò sul collo, poi la baciò nello stesso punto. «Ma la tartaruga le chiese se non aveva per caso paura di perdere, e la lepre accettò la sfida…»
Colt sorrise e le mostrò le mani.
«Una lepre e una tartaruga. Non sono sicuro di ricordare proprio tutto» annunciò, appoggiandole entrambe sulle sue spalle.

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Fuori dal branco

The Little Black Chronicles 7

Il matrimonio di Harry Pierce, capo dei lupi britannici, è durato il tempo di uno sbadiglio… anche perché nella sua vita è entrata una nuova persona, l’eccentrica vampira Lady Susanna Erskine. Sulla carta due caratteri forti come i loro non dovrebbero legare, ma il vero problema non sembra questo. Le interferenze del branco di Londra, tradizionalista e chiuso, diventano sempre più insistenti, e nel momento peggiore. Harry sta trattando con il consiglio dei vampiri un trattato di non aggressione sul quale ha lavorato duramente e che renderebbe la vita di tutti più sicura, ma senza l’appoggio della sua stessa gente la situazione rischia di diventare esplosiva…

Pierce la guidò fino agli elegantissimi bagni del City of London Club. Non quelli subito accanto alla sala, ma quelli in fondo al corridoio. Aprì la porta e la lasciò passare per prima.
Era tutto molto curato. Pavimenti di marmo e sanitari lucidi, bordati d’ottone.
Harry richiuse la porta dietro di loro e ruotò il nottolino della serratura.
«Se provi a mordermi, ti sbrano» le disse, con un sorriso. Lo disse sfilandosi la giacca, che poi appese all’apposito appendiabiti di ottone.
«Quanta sicurezza» commentò lei.
Pierce si slacciò la cravatta.
Appese anche quella. Si chinò su di lei, appoggiandosi con un gomito alla porta. «Naa… probabilmente puoi anche bermi» sorrise, baciandola sulle labbra. Il bacio si fece più profondo, quasi rabbioso. Lady Susanna lo prese per la nuca e lo tirò verso di sé.
«Intanto fammi vedere se sei all’altezza delle recensioni» sogghignò, stringendogli una spalla.
«Non ne farei una questione di rating» disse lui, in tono molto civile. Mentre si dimostrava così civile a parole, la sollevava per le natiche e la attaccava alla porta. Lei gli circondò la vita con le gambe, in modo che Harry riuscisse a tirarle su la gonna del vestito.
Si chiese come avrebbe risolto la questione se lei avesse indossato dei collant (il solo pensiero la faceva rabbrividire di orrore). Un secondo più tardi ebbe la risposta, quando i suoi slip volarono in un angolo, dopo che Harry glieli aveva strappati di dosso.
«Lady Susanna» sorrise, riprendendola dietro alle cosce, «in nome della diplomazia interspecie credo di aver bisogno almeno di un gesto di assenso».
«È molto deludente» rispose lei. «Una volta i lupi ti fottevano con il preciso scopo di sbranarti subito dopo. Per noi ragazze era un momento magico».

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Senza cuore

C’è una città, dentro alla città. O meglio, un Distretto. Nel Distretto vive chi padroneggia l’arte della magia, un’arte complessa e a volte pericolosa. Frisson Keller è una telepate di grande talento, che si è rifiutata di lavorare per il Rettorio. Ha cercato di volare basso, ma adesso è in pericolo ugualmente, perché a Thren Valedictorian, il terribile panteologo, serve una nuova antenna. Frisson dovrà cercare di sopravvivere al suo terribile potere… e al suo terribile fascino. Perché Valedictorian è senza cuore, ma non è questo il suo aspetto più pericoloso…

Emisi un breve grido, iniziando ad andare a fuoco. Era come se il flusso telepatico di Valedictorian mi attraversasse completamente, dilagando nelle mie vene e in tutti i mie canali di pensiero. Sentii le sue mani tra i capelli, sulla testa, mentre lui completava e sigillava la sua opera.
Gridai di nuovo. Era terribile ed era bellissimo. Era adrenalina allo stato puro. Ero letteralmente eccitata, ma ero anche in agonia.
«Shh» mormorò Valedictorian. Le sue mani scivolarono di nuovo sul mio collo e poi sulle mie spalle. «Shh, si calmi, Frisson. È stata molto brava…»«Sto… bruciando… sto ancora… bruciando…» ansimai io. Il sesso mi pulsava dolorosamente, il collo e i capezzoli sembravano due blocchi di marmo.
«Non doveva costruire il suo sensorium così attentamente. Al contrario, in questo modo è una struttura troppo raffinata, troppo sensibile. Respiri e non tolga le mani dalle maniglie. Non appena scenderà il livello energetico tornerà tutto normale».
«Lo… lo sente?».
«Sì, certo. Ma sono scarsamente permeabile a questo tipo di sensazioni. Respiri, ma non ripristini il sensorium danneggiato».
Annuii. Ebbi un veloce flash in cui venivo penetrata da un fallo infuocato, che poi si ritraeva altrettanto velocemente.
«Sta finendo» commentò Valedictorian, in tono distaccato.

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