Fuori dal branco

The Little Black Chronicles 7

Il matrimonio di Harry Pierce, capo dei lupi britannici, è durato il tempo di uno sbadiglio… anche perché nella sua vita è entrata una nuova persona, l’eccentrica vampira Lady Susanna Erskine. Sulla carta due caratteri forti come i loro non dovrebbero legare, ma il vero problema non sembra questo. Le interferenze del branco di Londra, tradizionalista e chiuso, diventano sempre più insistenti, e nel momento peggiore. Harry sta trattando con il consiglio dei vampiri un trattato di non aggressione sul quale ha lavorato duramente e che renderebbe la vita di tutti più sicura, ma senza l’appoggio della sua stessa gente la situazione rischia di diventare esplosiva…

Pierce la guidò fino agli elegantissimi bagni del City of London Club. Non quelli subito accanto alla sala, ma quelli in fondo al corridoio. Aprì la porta e la lasciò passare per prima.
Era tutto molto curato. Pavimenti di marmo e sanitari lucidi, bordati d’ottone.
Harry richiuse la porta dietro di loro e ruotò il nottolino della serratura.
«Se provi a mordermi, ti sbrano» le disse, con un sorriso. Lo disse sfilandosi la giacca, che poi appese all’apposito appendiabiti di ottone.
«Quanta sicurezza» commentò lei.
Pierce si slacciò la cravatta.
Appese anche quella. Si chinò su di lei, appoggiandosi con un gomito alla porta. «Naa… probabilmente puoi anche bermi» sorrise, baciandola sulle labbra. Il bacio si fece più profondo, quasi rabbioso. Lady Susanna lo prese per la nuca e lo tirò verso di sé.
«Intanto fammi vedere se sei all’altezza delle recensioni» sogghignò, stringendogli una spalla.
«Non ne farei una questione di rating» disse lui, in tono molto civile. Mentre si dimostrava così civile a parole, la sollevava per le natiche e la attaccava alla porta. Lei gli circondò la vita con le gambe, in modo che Harry riuscisse a tirarle su la gonna del vestito.
Si chiese come avrebbe risolto la questione se lei avesse indossato dei collant (il solo pensiero la faceva rabbrividire di orrore). Un secondo più tardi ebbe la risposta, quando i suoi slip volarono in un angolo, dopo che Harry glieli aveva strappati di dosso.
«Lady Susanna» sorrise, riprendendola dietro alle cosce, «in nome della diplomazia interspecie credo di aver bisogno almeno di un gesto di assenso».
«È molto deludente» rispose lei. «Una volta i lupi ti fottevano con il preciso scopo di sbranarti subito dopo. Per noi ragazze era un momento magico».

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Segni sottili

The Little Black Chronicles 4

Dalla Spagna del periodo moresco alla Scozia del XV Secolo, dalla Germania settecentesca alla Londra moderna, le vite dei vampiri e dei licantropi che conosciamo hanno avuto vicende alterne. Qual è il legame tra Tyr, il vampiro albino, ed Eno, la bevitrice di sangue africana? Chi era la donna scozzese che ricorda Sarah ad Adrian? Come sono diventati ciò che sono Vlan e Myra? Anne, la guardia del corpo di Harry, è solo una lupa fedele? E chi ha tradito entrambe le razze consegnando il figlio di Sarah agli Osservatori?Un lungo viaggio tra i secoli e tra le ombre più oscure della passione, ma anche tra i sentimenti intramontabili che legano tra loro tutti gli esseri, siano umani o meno.

Tyr si chinò per dare un’ultima leccata alla donna, poi tornò a guardare Eno. «Non parlare di cose che non conosci» disse, senza nessuna particolare inflessione. Si alzò e si appoggiò tra le gambe della prostituta. Le prese il mento, cercando i suoi occhi. «Shh…» mormorò. Lei si azzittì. «Vestiti e vattene. Non ti ricorderai di me».
Si raddrizzò e, mentre l’altra prendeva i suoi vestiti con aria assorta, andò verso la brocca dell’acqua. Si sciacquò la faccia, prima di tornare a voltarsi verso Eno.Le indicò il letto, da cui l’altra si era appena alzata. «Forza, allora. Se è quello che vuoi».
Eno rise. «Non è quello che voglio, razza di jinn impudente!».
Tyr incrociò le braccia, i lunghi capelli bianchi che gli spiovevano sulle spalle dello stesso colore. «No? Vedo dentro alla tua testa, fiorellino».
Eno fece un passo indietro.«Ah. Ma hai paura. Certo» continuò lui, tranquillo. Prese il suo djellabah e se lo avvolse attorno al corpo nudo. «Vieni. Andiamo nella stanza dello studio».

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Il vampiro bianco

The Little Black Chronicles 3

Dopo la nascita del piccolo Sean, Sarah è costretta a restare nascosta in una sperduta isola nel Mare del Nord. Gli Osservatori, il gruppo di umani che vogliono trarre profitto dalle incredibili caratteristiche di vampiri e licantropi, sono sulle sue tracce. Ma nemmeno lì lei e suo figlio saranno al sicuro. E Sarah dovrà affidare la propria sopravvivenza al più enigmatico componente del consiglio dei vampiri, il vampiro bianco la cui reale età è sconosciuta a tutti. Solo grazie a lui e al suo sangue, infatti, potrà raggiungere la vendetta.
Tre sono le cose che nutrono i vampiri: dolore, piacere e paura. Sarah li proverà tutti, in una disperata corsa contro il tempo.

Era strana, la sensazione di intimità. Era strano vedere reagire il suo corpo, perché avevo sempre avuto l’impressione che fosse inamovibile. Che ci volesse un avvenimento naturale di proporzioni gigantesche per toccarlo davvero. Che come niente, o quasi, poteva fermarlo, trattenerlo, danneggiarlo, niente, o quasi, potesse muoverlo.
«O quasi» rise lui.
Mi rilassò, la sua risata. Mi resi conto che fino a quel momento l’avevo toccato, baciato e leccato come se fosse un’antica divinità pagana.
«Lo sono».
Lo mordicchiai. «Sei anche un giovanotto albino con un interessante profilo» sorrisi.
«Sì. Mi piace quello che stai facendo. Da un lato non vuoi che mi intrometta, giusto?».
«Da un lato».
«Ma se faccio così…». Mi accarezzò tra le gambe, piegandosi in una posizione impossibile per farlo, e io emisi un piccolo gemito.
«Puoi intrometterti» conclusi.

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Nella tana del lupo

The Little Black Chronicles 2

Negli ultimi due mesi a Sarah ne sono successe di tutti i colori: è stata rapita da due vampiri, si è trovata al centro di uno scontro tra esseri sovrannaturali, ha scoperto di avere un’inspiegabile attrazione per il leader dei lupi della Gran Bretagna, Harry Pierce, e si è ritrovata innamorata cotta di Adrian, un tizio di circa ottocentocinquant’anni che pensa agli esseri umani come “la sua cena”. Sembrerebbe un disastro, se non fosse che Adrian ha anche qualche aspetto positivo… specialmente tra le lenzuola. E ora che la bufera è passata, Sarah può rilassarsi tranquillamente tra le braccia del suo incubo preferito, ma…Ma niente è mai tranquillo, nella vita di Sarah Adams. Un nuovo spiazzante avvenimento la costringerà a rimettere tutto in discussione, tra lei, Adrian e Harry. E questa volta finirà dritta nella tana di lupi molto, molto cattivi.

Ora, forse l’ho già detto, ma Adrian, quando vuole, è l’essere più delizioso del mondo. D’altronde, ha avuto ottocentocinquant’anni per diventare così bravo a letto. A Harry, di base, bastava starmi vicino per farmi eccitare; Adrian otteneva dei risultati simili deliberatamente.
Al contrario di Harry, inoltre, era uno creativo.Quella notte, iniziò a slacciarmi lentamente la camicia e si chinò per baciarmi il collo. «Hai ancora un odore un po’ selvatico, amore» mormorò.

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Il mio incubo preferito

The Little Black Chronicles 1

Sarah Adams ne ha già passate parecchie, quando viene rapita da due inquietanti sconosciuti dalla pelle candida e dai denti aguzzi e scopre un mondo di cui non immaginava nemmeno l’esistenza. Un mondo crudele e sanguinario, nel quale resterà intrappolata. Nei giochi di piacere e di sangue di Adrian, il suo nuovo “padrone”, e in una guerra tra esseri sovrannaturali che non vuole saperne di finire…

Lui era a letto, tra le lenzuola, ancora in pigiama. Inutile dire che era un elegante pigiama da uomo di seta nera.
«Sei la mia colazione» spiegò, stiracchiandosi. «Spogliati».
Feci come mi diceva e rimasi in piedi accanto al letto, nuda, con le mani lungo i fianchi. Confesso che, dopo la volta precedente, l’idea di fargli da colazione non mi dispiaceva per niente. Avevo i capezzoli eretti ed ero piuttosto ansiosa di farmi mangiare.
Mi mostrò gli oggetti che intendeva usare su di me e io li osservai incuriosita.
Adrian rise. «Guardati! Questo è un secolo senza paura. In un certo senso è un peccato… ma è anche piuttosto pratico. Quali hai già usato?».
«Mh? No, nessuno. Non è il mio genere, credo. Ma capisco quello che intendi: non ho paura, possiamo provare. Se non mi piace, tu smetti?».
Lui rise di nuovo. «Non penso».”

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