Unfit Vol. 4: Kayal

Un indiano a New York

«Dovrebbero inventare un altro termine. No, anzi, sa che c’è? Non dovrebbero inventare proprio niente. “Persona” va più che bene, vale per tutti e copre tutte le possibilità».

È il 1894 quando Dharya Kayal, 44 anni, ex soldato a cavallo nell’esercito di Sua Maestà, indiano naturalizzato inglese, omosessuale quando ancora il termine comunemente accettato era “invertito”, BFF di Lord Northdall, uomo dalle molte virtù, dal fascino invidiabile e dagli infiniti turbanti, parte per New York alla ricerca di una persona. Un singolo individuo in una città di tre milioni di abitanti – tutti pazzi, a giudizio di Kayal.
La sua ricerca procede in un crescendo di confusione ed erotismo.
Tra ereditiere dissolute decise a fare di lui il proprio trofeo, poliziotti violenti (& attraenti), un intero quartiere del vizio in cui scavare, prostitute, mogli abbandonate, aristocratici progressisti, signore caritatevoli fieramente omofobe, combattimenti di topi, travestiti, gang di irlandesi e un’intera società non proprio entusiasta delle persone di pelle scura, Kayal può contare solo su un aiuto: un valletto che non si è mai allontanato dal Norfolk.
E, insomma, un budget illimitato.
Dovrà bastare.

Unfit è una serie sulle disavventure di alcune persone rispettabili, che alla vita non chiederebbero altro che pace, tranquillità e le sacrosante gioie del patriarcato, vessate dall’esistenza stessa di individui uguali a loro sotto tutti gli aspetti e che non gli hanno mai fatto nulla di male, ambientata in un tempo migliore in cui gli uomini erano veri uomini e gli altri finivano ai lavori forzati.

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tasso erotico:

Classificazione: 2.5 su 5.

Trasgressione

Per Chris Keller la routine è fondamentale: accompagnare il figlio a scuola, andare al lavoro, riprendere il figlio a scuola, portarlo dalla madre e dal suo nuovo compagno quando è il loro turno, non creare scossoni in un equilibrio ottenuto a fatica…
Le sue storie sono sempre brevi e inconsistenti, lui stesso spiega alle sue partner al primo appuntamento che non vuole complicazioni.
E con Alexis… sembra che sarà più o meno come con tutte le altre. Certo, Alexis non è nata donna. È qualcosa di diverso, qualcosa di forse esotico, ma non troppo. Chris è un progressista, non ha pregiudizi. Se Alexis un tempo era un uomo, per lui non ha importanza. Ora è una splendida donna, e comunque sarà una storiella come le altre. Un tocco di trasgressione.
Ma le cose non sono come sembra, non vanno come pensa, non si possono controllare. Tutto è complicato e bellissimo, difficile, fragile, eccitante. La vera trasgressione non è quella che Chris immaginava… e forse è meglio così.

Quando Alexis gli aprì la porta di casa, lui le allungò un mazzo di fiori.
«Non posso crederci» disse lei, con un sorriso felice. Si fece da parte per farlo entrare.
«Ho pensato che se proprio andasse tutto malissimo, almeno ti ricorderai che ti ho comprato dei fiori».
Lei rise sottovoce e lo guidò verso l’interno dell’appartamento.
Dispose i fiori in un vaso sull’isola della cucina, in silenzio.
Chris era teso e arrapato in misura uguale. Aveva paura che tutto si sarebbe sgretolato molto in fretta e aveva altrettanta paura che non lo facesse.
Alexis aveva i capelli raccolti in un nodo lasco, gli occhi bistrati di scuro, le labbra truccate.
Aprì un mobiletto e gli servì un dito di vino rosso. Ne bevve un sorso anche lei, guardandolo.
«Penso che dovresti dirmi che cosa vuoi che faccia. Credo che renderebbe le cose… più facili».
Lui annuì. Deglutì.
«Potresti… scostare un po’ i lembi di quella vestaglia. Farmi vedere le tette».
Alexis lo fece. Scostò appena uno dei lembi e Chris vide… il suo petto che si alzava e abbassava veloce, il piccolo seno tondo, adolescenziale…
Posò il bicchiere e le si avvicinò.
Le sfiorò la mammella con le nocche di una mano. «Sei così bella».
Lei socchiuse le labbra, quella maledetta. Sospirò silenziosamente.
«Andiamo in camera» decise Chris.
Alexis lo guidò lungo un corridoio. Era come se si fosse messa a sua disposizione e anche quello lo eccitava, in quel momento particolare.
«Ti… ti spogli?» le chiese.

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tasso erotico:

Classificazione: 3.5 su 5.