Desideri proibiti

Quando Grace e Kyros si incontrano Kyros sta cercando di evitare i giornalisti. È imputato per omicidio in un processo che si trascina da un anno e mezzo e la stampa gli sta con il fiato sul collo. In quanto a Grace, è una ex-modella diventata fotografa, che mai avrebbe pensato di trovarsi ad avere a che fare con un personaggio equivoco come lui. Ma l’attrazione è immediata e dirompente. E Grace si rende presto conto che Kyros è l’unico uomo che abbia mai incontrato in grado di soddisfare i suoi desideri proibiti…

La biondina rise e gli strizzò una chiappa. «Andiamo, ho le tette tutte bagnate».
La sua frase shock confuse i fotografi abbastanza a lungo perché riuscissero a superarli e andare verso la berlina nera che si stava accostando al marciapiede proprio in quel momento. Kyros si sciolse dall’abbraccio e aprì galantemente la portiera alla sua complice improvvisata. Mentre lei entrava notò che aveva uno stacco di gambe del tutto rispettabile, anche se terminavano in un paio di anfibi di vernice un po’ troppo vistosi per i suoi gusti. Ma sulla carne in quanto tale non aveva proprio niente da dire. Quella Grace aveva una gran bella figura, snella e soda. Scivolò a sedere accanto a lei e chiuse la portiera.
«Tra l’altro è anche vero» disse, battendo sul vetro divisorio per indicare a Jim che poteva partire, «hai le tette tutte bagnate».
Si voltò per guardarle alla fioca luce interna dell’abitacolo. Tette piccole e sode, niente reggiseno, capezzoli duri per il freddo o per chissà quale motivo al di sotto della stoffa elasticizzata del vestito. La pelle chiara di Grace era lucida di alcool dove si era versato il cocktail, il vestito aveva una macchia fradicia al centro.
«Già. Ce l’hai un fazzoletto?».
Kyros le allungò quello che aveva nel taschino. La biondina lo usò per asciugarsi e nel farlo gli mostrò praticamente tutta la mercanzia.
Kyros tirò fuori dal portafogli duecento dollari e li posò sul sedile accanto a lei. «Ogni promessa è debito, Grace Willis. Posso lasciarti qualche isolato più in là oppure portarti a casa con me. Ma non se devo pagare anche per quello».
Lei rise. «Guarda che sono una fotografa, non una escort». Ma non sembrava offesa. Ora che Kyros ci faceva caso, invece, sembrava parecchio sbronza. «Facciamo una cosa: mentre andiamo a casa tua mi baci là sotto. Se mi convinci entro con te».
Anche Kyros rise – e quasi strozzò. «Scusa, forse non ho capito. Vuoi che ti …? Ora? Nella cazzo di macchina?».
«Mh» fece lei.
«Quanto accidenti hai bevuto?».
Lei rise di nuovo. «No, sono proprio così. Allora?».
«Che cazzo» concluse lui, stringendosi nelle spalle.

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